La linea Mortara-Chengdu, una lunga cintura tra l’Europa e la Cina

di Ivan Cardillo (Zhongnan University of Economics and Law)

“Dopo 700 anni dall’arrivo di Marco Polo a Chengdu, dal suo attraversamento del ponte Anshu e dalle sue ammirate descrizioni del tè, dei tappeti e degli altri prodotti locali, e dopo un lungo viaggio fatto a cavallo o a bordo di qualche imbarcazione e pieno di peripezie, oggi si è compiuto con successo il primo viaggio del treno Mortara-Chengdu”. Così iniziano gli articoli della stampa cinese che celebrano l’arrivo del primo treno, composto da 17 vagoni in grado di caricare 34 container, Mortara-Chengdu, partito il 28 novembre ed arrivato a destinazione il 17 dicembre, dopo aver attraversato Austria, Germania, Polonia, Bielorussia, Russia e Kazakistan e coperto una distanza di 10.800 chilometri in 18 giorni. Il treno Mortara-Chengdu è arrivato pieno di oggetti occidentali, macchinari mobili ecc. A breve un altro treno ripartirà da Chengdu per portare prodotti cinesi in Italia. Il progetto prevede l’intensificarsi dei viaggi fino a raggiungere, per il 2020, la frequenza di 20 viaggi alla settimana. Chengdu diventa così la porta d’ingresso in Cina per gli europei, e Mortara/Milano diventa la porta d’ingresso in Europa per i cinesi.

Per i cinesi non si tratta semplicemente di un nuovo strumento messo a disposizione dalla collaborazione tra i governi per agevolare lo scambio delle merci, ma di un evento storico, di un ciclo che si compie e di una storia che oggi rinasce sotto le forme della moderna società.

E dentro da la città su questo fiume è uno ponte tutto di pietre, e è lungo bene uno mezzo miglio e largo 8 passi. Su per lo ponte àe colonne di marmore che sostegnono la copritura del ponte; ché sappiate ch’egli è coperto di bella copritura, e tutto dipinto di belle storie. E àvi suso piú magioni, ove si tiene molta mercatantia ed arti; ma sí vi dico che quelle case sono di legno, che la sera si disfanno e la mattina si rifanno. E quiv’è lo camarlingo del Grande Sire, che riceve lo diritto de la mercatantia che si vende su quel ponte; e sí vi dico che ‘l diritto di quello ponte vale l’anno bene 1.000 bisanti d’oro (Marco Polo, Il Milione, cap. XIII).

Il Ponte Anshu abbraccia un fiume che è sí largo che pare uno mare a vedere, e non fiume (Il Milione, cap. XIII), appare più come un ponte sul mare, che collega non due parti di una stessa città bensì due popoli fratelli, perché fra i quattro mari tutti gli uomini sono fratelli (Confucio, Dialoghi, cap. XII), l’incontro sul ponte diventa così un momento di gioia, di festa, di riunione dei fratelli. Al tempo stesso il ponte è una costruzione imponente, fatta di marmo e decorata da dipinti, che consente a persone lontane di ritrovarsi e di commerciare, di scambiare beni, di arricchirsi reciprocamente. Il ponte come luogo di prosperità reciproca.

Sull’esistenza ai tempi di Marco Polo del ponte così com’è possibile ammirarlo oggi a Chengdu è lecito nutrire dei dubbi, la sua architettura attuale risale al 1680, ciononostante le fonti parlano comunque di un ponte a Chengdu ai tempi del mercante veneziano. Ad ogni modo l’utilizzo odierno, da parte della stampa cinese, dell’immagine del ponte è emblematica e crediamo possa ben sintetizzare le caratteristiche della politica internazionale cinese. Le immagini del treno che attraversa tutto il continente euroasiatico e del ponte Anshu di Chengdu sono l’emblema della grande politica cinese e globale di costruzione di Una Cintura e Una Via, ovvero la moderna vita della seta. Il ponte ed il treno simboleggiano pace, prosperità, apertura, innovazione, civiltà. Queste sono esattamente le parole chiave con cui sono state illustrate le politiche di realizzazione della nuova via della seta in occasione del XIX congresso nazionale del Partito comunista.

  1. Pace: rafforzare la strategia di sviluppo del paese ed il mutuo rispetto e affidamento in questa strategia con i vari paesi partner, ricercare con essi il maggior numero possibile di fattori comuni per costruire Una Cintura ed Una Via di pace;
  2. Prosperità: sviluppare la politica dei “sei corridoi, sei direzioni, vari paesi vari porti”, una forte collaborazione nell’industria, ed espandere lo spazio di collaborazione finanziaria per costruire Una Cintura ed Una Via di prosperità;
  3. Apertura: agevolare e liberalizzare il commercio e gli investimenti, discutere con i paesi partner misure di protezione per garantire la sicurezza degli scambi e degli investimenti, rafforzare la collaborazione circa i traffici via mare, le attività di ispezione, la logistica, il commercio elettronico per costruire Una Cintura ed Una Via di apertura;
  4. Innovazione: afferrare i vantaggi della nuova rivoluzione tecnologica e industriale, rafforzare la capacità d’innovazione dei progetti di collaborazione per costruire Una Cintura ed Una Via di innovazione;
  5. Civiltà: costruire un meccanismo di collaborazione culturale a vari livelli, promuovere la collaborazione nei settori dell’insegnamento, della scienza, della cultura, dello sport, della sanità, dei giovani, della comunicazione, della ricerca per costruire Una Cintura ed Una Via di civiltà.

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