Il significato della visita di Xi Jinping in Italia ed in Europa.

Di Ivan Cardillo, ricercatore presso la Zhongnan University of Economics and Law (Cina).  

«La visita di Xi Jinping in Europa è un forte segnale del sostegno che la Cina vuole offrire al vecchio continente, considerato da sempre un soggetto importante per le relazioni internazionali». Queste le parole di Wang Yi Consigliere di stato e ministro degli affari esteri, rilasciate in un’intervista dell’8 marzo a margine delle “Due sessioni”, la sessione plenaria annuale dell’Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Per il ministro la Cina e l’Europa sono accomunate dall’intenzione di proteggere il multilateralismo e combattere l’unilateralismo ed il protezionismo.

L’auspicio cinese è quello di arricchire il dialogo e riportarlo ad una condizione di libertà e di autonomia. Il ministro sottolinea come le relazioni Europa-Cina siano state spesso soggette ad interferenze esterne. C’è fiducia in un’Europa capace di farsi portavoce dei propri interessi e di curare una relazione di lungo termine con la Cina. La Cina vuole un’Europa più forte, più indipendente, più stabile, più attiva.

Lo stesso desiderio viene espresso dal ministro per l’Italia. Il nostro paese, storicamente legato alla via della seta, è benvenuto nel grande progetto moderno della Belt & Road Initiative. Il ministro nell’ultima frase si rivolge direttamente agli italiani: «l’Italia è un paese indipendente, noi confidiamo che voi saprete attenervi alle decisioni prese».

La visita in Italia ed in Europa del Segretario Generale del Partito Comunista, Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Presidente della Commissione Militare Centrale (pochi leader cinesi hanno avuto tanto potere nelle loro mani), Xi Jinping, dottore di ricerca in giurisprudenza (con una tesi sullo sviluppo del mercato nella Cina rurale) e laureatosi in dottrina Marxista ed educazione politica ed ideologica presso la facoltà di filosofia e scienze sociali della Tsinghua University, è un invito ad essere indipendenti, ad aderire alla Belt & Road Initiative per proteggere i propri interessi e costruire una relazione diplomatica con la Cina senza condizionamenti esterni.

La Belt & Road Initiative è la rinascita in chiave moderna della vecchia via della seta, millenario collegamento del continente euroasiatico. Oggi la B&R Initiative, annunciata nel 2013, si compone della Cintura economica della via della seta (vedi mappa) , e della Via della seta marittima del XXI sec. (vedi mappa), e mira allo sviluppo di una piattaforma di collaborazione tra la Cina e vari paesi con lo scopo di tutelare i rispettivi interessi economici. Concretamente la B&R Initiative prevede la firma di accordi bilaterali per la costruzione delle infrastrutture necessarie alla circolazione delle merci. I paesi che hanno già siglato accordi, o che sono comunque ad una fase avanzata delle trattative, sono 129 (vedi lista e profilo dei paesi). Oltre al carattere commerciale, la B&R Initiative funge da piano d’azione per la realizzazione di due ulteriori fini: uno culturale e uno politico. Il fine culturale prevede lo sviluppo di una maggiore comprensione tra i popoli, attraverso la promozione del dialogo, base fondamentale per la fiducia. Il fine politico si basa sulla filosofia di governance dello “sviluppo pacifico”, del “mutuo beneficio e comune profitto”, e prevede la costruzione di una “comunità per il destino del genere umano“, già recepita dalle Nazioni Unite, ed espressione di un ordine globale alternativo al piano occidentale di “globalizzazione democratica”,

Per il governo cinese, la crescita del popolo cinese è indissolubile dalla crescita di tutti i popoli della terra. Il sogno cinese è un sogno globale, e il Partito comunista cinese è sempre più proiettato verso una dimensione globale. Come dichiarato da Xi Jinping: «Il Partito Comunista Cinese è il partito che ricerca la felicità per il popolo cinese, è anche il partito che si batte per la causa del progresso del genere umano».

La visita del leader cinese in Italia ed in Europa si inserisce all’interno di una chiara, precisa, ponderata e lungimirante politica estera. L’Italia, in quanto prima tappa, potrebbe ritagliarsi il ruolo di promotrice del dialogo europeo, non dimenticando però che la Cina lancia appelli all’Europa unita ma anche ai singoli stati. Forse siamo davanti ad un bivio epocale per la storia del vecchio continente, da un lato la possibilità di compattare l’Europa in un dialogo Europa-Cina, (utile per rafforzare la posizione europea nel dialogo Europa-Stati Uniti), dall’altro la possibilità di indebolire ancor più l’Europa scegliendo la strada del dialogo tra Cina e singoli paesi. Gli interessi in ballo sono notevoli, le forze contrattuali sbilanciate, non è azzardato credere che le conseguenze delle scelte saranno perciò risolutive e determinanti per il nostro futuro.

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